Dalla Lanterna

Dall’alto brandelli di fucsia
intrecciano spume d’indaco
E s’insanguina la luce
sopra coppi di cupole e tetti
A distanza porzioni di terra elegante
nei verdi antichi di cipressi
nei chiari aromi di viti
terroir di sangiovesi
nel verde di riflessi dorati
tra cultivar di leccino e moraiolo
Si scurisce al confronto il mondo
al di sotto della Lanterna
e s’allaga in basso di scuro
tra passioni e sguardi basiti una folla
per immortalare tra selfie e flash
un attimo ancora di speranza
inscatolando ricordi

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La Via Lattea

… le ombre ed i fantasmi della notte sono alberi
e cespugli ancora in fiore
sono gli occhi di una donna
ancora pieni d’amore
(La canzone del Sole – Mogol, Battisti)

 

Orrore distante esule
nelle mie deste notti
in urli e ghigni
da viscere tumide di gemiti
come melma tracimata
da canali occlusi di cessi lezzi

Grido nelle tenebre aggrappato
a lucenti scie di sorrisi
tra lucciole di soli
e raggi incerti di lune
la dov’è ovvio osservare lattiginose
emulsioni di stelle di luce mézza

Avvolgo il nostro ieri
nel manto pallido della notte
dove streghe e fantasmi
vampiri e vapori d’orrore
sono solo vetuste leggende
Sono i fiori emersi al colore
diffrazioni d’azzurro delle tue iridi
come debordato dai graffiti
in tersa nuance dell’anima

E piango di gioia
nel lambire l’Empireo

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Giro di tango

Tristi canti carpiti forse
orchestre estranee casuali
fra ridenti turisti
colombe come coriandoli oscuri,
gonfie gambe, a Trieste
la piazza nel colore che esplode
azzurro di vestiti di trust
Copiosa occasione, tovaglia
con briciole di toast consumato
Solo traesti danari
al barista, timido sguardo
pentito a una lei distratta
gambe udibili da twist
col rosso profumo violento
occhi la sera annusati macchiati
come un cielo tastato
Tristano nella bieca tana accogliente
spiando uno sguardo
Negli occhi lesti
a chi flebile forza desti
i tarocchi riflessi della ruota che gira
e l’amante di una tristezza vaga
di scoprire a caso per costruire una storia
comunque un aroma che sfrigola
a chi ha colto carte che soffrono
in un giro stretto di tango
in un profumo di sguardo

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È tutto falso

Là: immersioni immediate impossibili
tra volti che incontri lungo le vie
travolti nel trambusto dei tramvai
Irrorati con ignominia ignavi
vaiai: conciatori cacciatori:
pellicce già disossate, indossate
da masturbatici non indisturbate.
Dicevo: quei virus esenti vili
virtuali, verbali (e/o ovazioni
di verbi), dove gerbidi terreni,
dove zerbini ove i superbi imberbi
giocano a giocare girando giù
a fare finta di non esser falsi.
(Uh!) inutile illudersi se irrumando
ogni giorno per non giungere a nulla
(nel sapore salmastro che rotea
tra le papille) se le tue pupille
non vedono ma come cieche orbite
sono viste. È tutto Ѓ@1$ω

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L’ampolla

Invano aderisco ai nuovi miei sogni
un altro prodotto da conservare
nel ciarpame dei tempi meno degni
cercando cose perdute da amare

Sulla Luna o Astolfo trova il mio pegno.
Sulle bancarelle per niente avare
di cianfrusaglie, ora non c’è disegno,
nessuna speranza per le mie care

cose perdute: ivi le vostre grazie
divengono ramoscelli invischiati,
ricordano i tempi le mie disgrazie,

o donne. I miei momenti più amati
non sono le boccette delle spezie
ma oziano nei ricordi mai trovati

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Deserto dei Monegros

Deserto d’Aragona
Los Monegros inizi
anni ottanta io e te insieme da turisti
nella notte birbona
puri baci patrizi
quando con i tuoi occhi mi circuisti
quando già ti rattristi
pensa agli accesi amplessi
noi liberi nel vento
davanti al firmamento
nei nostri dialoghi con sguardi lessi
davanti a una pizza
presi da passione in acuta bizza

Per le vie d’Aljezur
in cerca di una camera
presa nei biechi recessi di un bar
nell’imprevisto tour
tra ansia e frenesia a sera
sentirsi sul red carpet di una star
sentirsi nel bazar
in giro come in sogno
postumi del sinistro
nell’aroma di salmastro
e bevendo Aguardente de Mendronho
parlo con due poliziotti
stanco su svariati precetti chiotti

Non posso proseguire
per una carta verde
fotocopiatrice assente al comando
inutile capire
la carta non si perde
sarà utile ancora mi raccomando
sarà di quando in quando
documento esigibile
nel bar stanza da letto
e altre storie che ometto
ma non abbandono all’oblio lo scibile
dopo amabile crapula
nei corpi scossi da smaniosa copula

Mattino sulla strada
per Lisbona alla guida
sopra il ponte 25 de Abril
nei tuoi occhi rugiada
riecheggiano le grida
di piacere ancora che il cuore aprì
di piacere quel dì
stremati ma appagati
il tuo volto diverso
libero come terso
cielo le tue labbra sfidano i fati
rosse d’avida fragola
l’aria intorno a noi due che ancora miagola

Adesso acuto brivido
scuote questa perduta
anima già screpolata dal ghiaccio
racchiusa in questo livido
sonno che da empia muta
braccata fugge estinta da ogni abbraccio
braccata presa al laccio
per invalido tempo
nel ricordo il dolore
nel pensiero il colore
un cuore fermo per arido crampo
esule in un passato
dolce ma fonte di dolente stato

Se tu potessi calmare l’angoscia
almeno per un po’
per caso sortirei da questa troscia

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Premio Dardos da Dimitilla

premiodardo

Attenzione! Questo post sostituisce una pagina statica pubblicata il 2/02/2015. Poiché le pagine statiche del mio blog hanno probabilmente perso il link, che non posso recuperare perché wp.com non gestisce i permalink, ho deciso di sostituire le pagine statiche, poste sulla barra accanto ad home, con alcune categorie. Il lettore mostra comunque il post come nuovo, ma non è nuovo. Grazie e scusatemi per il disguido. (Questo avviso sarà rimosso tra alcuni giorni).

Sono onorato di questo premio assegnatomi da Dimitilla, scrittrice e poetessa che stimo molto. È il secondo premio dopo un Liebster Award preso la scorsa estate e ciò non può che rendermi molto soddisfatto. Come ho letto da Dimitilla (eppure lo ignoravo, pur avendone vinto uno con l’altro mio blog cinemasema) il premio Dardos venne assegnato per la prima volta nel 2008 dallo scrittore spagnolo Alberto Zambade a 15 blog da lui selezionati. Elenco di seguito le regole di partecipazione al Premio: mostrare l’immagine del premio, ringraziare chi ti ha nominato, nominare 15 bloggers, avvisarli tramite messaggio. Per quanto concerne le nomine, anche stavolta, e me ne rammarico, non mi sento pronto a fare una scelta in quanto, pur leggendo molti posti di tanti blogger (racconti, poesie, e articoli di ogni genere e argomento) non riesco a stilare al momento un elenco esaustivo. Comunque le persone che mi conoscono sanno che le inserirei nella lista. Se dovessi ricevere un altro premio prometto che stilerò un elenco di alcuni amici. Mi scuso con Dimitilla se non seguo alla letterale le regole del premio.

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