Rapsodia in Do

Indumenti di fuoco 
comprati per caso al mercato
sfumati l’un l’altro tra il giallo citrino
e la porpora fenicia
Per strada le lingue d’arancio
salivano in alto scendevano ai lati
sfidando i rovesci violenti
giocando a danzare col vento
Finché l’apparenza calò sotto il mento
per assenza di scuse
e la piazza infocò raggelando
per un abito acceso 
da uno scroscio di pioggia
tra grida nei pianti per scoppi di razzi
nei crolli di case perenti
per un guazzo pestato
con schizzi di fango
su lingue d’arancio
in scrosci di pioggia imprevisti
Indumenti di fuoco gettati nel cesto
con rabbia e fermarsi a guardare
la pioggia bagnare quei volti
E furono sospiri profondi
col mondo ancora presente
tra i clacson e i giochi dei bimbi

Poco distante là dove lo zolfo
ha infiammato un vestito
che la pioggia non spegne
là, si muore ogni giorno
muoiono i bimbi
in vampe di zolfo
per un guazzo pestato
Questa voce è stata pubblicata in Ai lati dell'occhio, Al di sopra del bianco, Poesia e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

4 risposte a Rapsodia in Do

  1. Pingback: Rapsodia in Do — Compensazioni equoree – TYT

  2. Bella e sulfurea… ai limiti di un sogno infernale

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.