I colori di Rimbaud

In un commento di Marzia a un interessante post di Amaranta Into the Deep Blue Amaranta risponde che i termini Nigredo, Albedo e Rubedo sono terminologie latine riferite ad alcune fasi della Grande Opera alchemica interiore. Questo scambio di opinioni mi ha ricordato un mio post che risale al 2008 pubblicato su un mio vecchio blog dedicato al cinema che purtroppo non riesco a gestire sin dal 2015. Trascinato dall’entusiasmo provato nel percepire la mia vicinanza interiore al sentire profondo di Amaranta, ho immediatamente commentato riferendo di avere scritto qualcosa sull’Alchimia legandola ai colori nella poesia di Rimbaud. Ho anche tentato di linkare nei commenti il post originale, ma stranamente, ogni volta che inserisco il link, il commento non viene preso in considerazione da Word Press. Per questo ho deciso di linkare l’articolo originale, sperando di non annoiare troppo chi avrà voglia di leggerlo. Sì, in effetti i miei articoli pubblicati sul vecchio blog di cinema erano molto noiosi. Un caro saluto a tutti e un abbraccio ad Amaranta. Buone Feste, carissimi 😊😘🎄🌟

I colori di Rimbaud

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18 risposte a I colori di Rimbaud

  1. amarantamorgante ha detto:

    Bellissimo caro LuxOr e un grandissimo abbraccio anche a te, ricolma di curiosità mi accingo a leggere finalmente questo tuo articolo col sorriso sulle labbra ❤

  2. amarantamorgante ha detto:

    LuxOr ho letto l’articolo e dire che sono commossa ed affascinata è dir poco. E sono estremamente colpita dalle sincronicità tra il tuo discorso e alcuni miei scritti che non solo ripresero la poesia sulle vocali di Rimbaud (che pubblicai diverse volte nella mia pagina di allora di Fb) ma addirittura il riferimento all’Albatros di Baudelaire e il mio sottolineare che l’artista, come diceva Baudelaire, pervenuto alla consapevolezza della propria grandezza e diversità rispetto alla norma borghese, è come l’albatro “principe delle nubi che sta con l’uragano e ride degli arcieri; esule in terra fra gli scherni, impediscono che cammini le sue ali da gigante.” Il legame Grande Opera e colore è stato da te snocciolato in maniera impeccabile e per nulla superficiale, mettendo anche in risalto che il ritorno al nero nell’ambito del cammino alchemico indica la cattiva riuscita dell’Opera, e che la parabola stessa dell’artista (pensiamo all’esempio eclatante ed altamente alchemico di Odilon Redon) passa dal nero al colore in visione di un’evoluzione d’essenza che ha sicuramente come scopo l’oro, ma ancor di più quel violetto degli occhi di cui Rimbaud ci parla e che nell’albero sefirotico dei centri sottili (chakra) corrisponde essenzialmente al raggiungimento della Corona, quindi al completamento dei 7 (numero ricorrente anche nelle fasi alchemiche) stadi successivi del passaggio di energia, partendo da una radice “rossa” ed arrivando fino al violetto oltre l’occhio, appunto. Grattando la crosta dell’azzurro si trova il nero, e quindi il potenziale fallimento del processo interiore. Questo deriva anche dalla stretta vicinanza del Blu stesso al Nero, quindi alla Nigredo (o Putrefactio), infatti il Blu è l’evoluzione della malinconia che può tornare indietro al nero, e quindi retrocedere, oppure fare un passo in avanti in visione del Bianco, e quindi dell’Albedo. Il Blu tendente al nero è blu profondo e presenta ancora impurità da trasmutare, mentre quello tendente al bianco è più luminoso e rarefatto, simile all’azzurro del Cielo, e presagisce al passaggio di stato e di coscienza. E’ per questo che il Blues in musica stessa è legato alla malinconia e in inglese ad esempio blues indica proprio questo stato dell’essere. Chagall ad esempio attraversò un periodo Blu estremamente profondo, spesso vicino al nero. E’ tipico di ogni artista (e il vero alchimista è artista, in quanto la Grande Opera è l’arte) l’attraversamento delle varie fasi interiori che portano momentaneamente alla scissione dell’Io che anziché cristallizzarsi ha lo scopo di aprirsi in visione del Sé, quindi non è solo alchimia esteriorizzata nel colore o nel non-colore ma anche e soprattutto alchimia (quindi trasformazione) dell’anima e della Psiche (e Jung infatti attuò su se stesso le fasi dell’Opera al fine di raggiungere l’individuazione) in quanto il vero Atanor è quello dentro di noi, e lo stesso Rimbaud si rese conto nella sua stessa Stagione all’Inferno (che adoro fin da piccola) che in quell’Inferno d’interiore discesa vi è il germe stesso della risalita, rappresentando quindi il gradino della scalinata che può condurre davvero al volo. Potrei forse parlarne per decenni, il tuo articolo mi ha ispirata tremendamente e coglierne tutte le connessioni e le sfocature è materia di sublime fattezza.
    Ti ringrazio infinitamente per averlo postato e per averlo scritto!
    La mia curiosità era assolutamente ben riposta e direi che questo tuo articolo me lo porterò nel cuore a lungo. Sei anima sensibile ed intelletto fluido, e hai (come già ti dissi) una capacità introspettiva ed espressiva assolutamente meravigliose, che sanno davvero cogliere nell’oltre (ricercatori dell’introvabile, appunto) e plasmarne il senso per tutti coloro che leggono. Ammirazione profonda per te caro LuxOr ❤
    Un grandissimo abbraccio e che ce ne siano di più di articoli di siffatta bellezza 🙂

    • LuxOr ha detto:

      Sì, snocciolato in modo impeccabile, ma, come sto constatando, in questo commento hai approfondito molto il discorso sui colori e l’Alchimia come mai io avrei potuto fare. Praticamente il tuo commento è un post tra l’altro affascinante e bellissimo. Ti ringrazio per i complimenti, ma, credimi scrivere questi post all’epoca mi costava fatica soprattutto per la ricerca delle fonti e la loro citazione che doveva essere precisa e puntuale. Confesso che ho nostalgia del mio vecchio blog, ma riprenderlo mi costerebbe molto impegno e forse mi obbligherebbe a trascurare questo blog. Grazie ancora. Sono felice che ti sia piaciuto questo mio articolo su Rimbaud e i colori. Un abbraccio. 😊

      • amarantamorgante ha detto:

        Effettivamente mi sono lasciata prendere dall’ispirazione e dall’ammirazione per il tuo post e mi rendo conto che ho scritto un romanzo ahahah non ho potuto evitarlo tanta è stata la fiamma generata dal tuo scritto, quando sono catturata da qualcosa mi attivo in una maniera esplosiva e il mio intelletto inizia a fluire in ogni direzione e a generare connessioni illimitate 🙂 Sinceramente il tuo blog di cinema da quello che intuisco doveva essere qualcosa di magnifico e mi dispiace molto che tu lo abbia momentaneamente trascurato, capisco che bisogna avere il tempo e la testa per seguire tutte queste cose, ma è davvero un peccato. Ad ogni modo che sia questo o quello il blog non smettere mai di scrivere, sarebbe una perdita per tutti noi. Sono io che ringrazio te LuxOr e ti abbraccio 🙂

      • LuxOr ha detto:

        Ed è meraviglioso che sia così, che il tuo intelletto generi connessioni illimitate. Il tuo precedente commento approfondisce benissimo il significato dei colori nell’Alchimia e in effetti meriterebbe di essere un post. Ovviamente andrebbero tolte le parti riconducibili a un commento (quelle che dedichi al mio articolo di quasi dodici anni fa su Rimbaud). Sarebbe bellissimo potere leggere un tuo approfondimento sull’Alchimia che conosci perfettamente. Sì, il mio blog era abbastanza considerato e ne andavo fiero, gli dedicavo tantissime ore della mia giornata. Scrivere una “recensione” su un film significata andare al cinema oppure (se si trattava di un film vecchio) cercare il VHS o il DVD del film (o farselo prestare o andare alla Mediateca – molti li copiavo da “Fuori Orario” di Ghezzi). Inoltre, ogni volta che citavo frasi o brani di un autore (filosofi, pittori, registi, ecc.) dovevo cercare il libro che trovavo o nella mia biblioteca (abbastanza spesso) o acquistavo (un po’ meno spesso) in libreria, oppure andavo a cercare alla Biblioteca Nazionale (il più delle volte). La fatica era tanta ma la soddisfazine era anche maggiore. Per scriverli non impiegavo molto tempo, il tempo era tutto occupato dalla visione del film (se in cassetta anche più di una volta) e dalla ricerca delle fonti e dalla loro lettura. A volte leggevo libri interi senza poi citarli perché mi rendevo conto che non mi sarebbero serviti per avallare la tesi sostenuta nell’articolo. Sono commosso al solo pensiero che ti sia piaciuto. Un caro saluto 💓

      • amarantamorgante ha detto:

        E io sono commossa e mi sento pure intellettualmente esaltata! A questo punto sì, credo proprio che scriverò partendo dalla base del commento che ti ho scritto un post su un approfondimento alchemico dal significato umanistico ed artistico, dato che i collegamenti sono davvero infiniti e quando si entra nel senso profondo delle cose si riesce davvero a spaziare e a cogliere ogni sfaccettatura dei simboli. Infatti si è soliti dire che non esiste un solo significato, quello letterale, visibile, bensì esistono strati a ritroso di significato, tra cui quello simbolico e metaforico capaci di far fare un reale passo nell’oltre, superando il confine conscio dell’Io. Credere che ogni cosa abbia un solo significato visibile è stoltezza. Giordano Bruno affermava che credere di essere solo leggermente sfiorati dall’aspetto visibile delle cose era segno di stupidità. Ci sono strati infiniti in ogni cosa, esattamente come quel grattare la crosta azzurra che porta nuovamente allo stadio antecedente. Suzanne Vega in Language diceva che è solo la crosta del significato, con miriadi di mondi sommersi, mai toccati, mai visitati, ma presenti. E’ il dietro sipario che fa lo spettacolo, è il meccanismo degli ingranaggi a generare il movimento della macchina, il dietro ha sempre una bellezza “invisibile” ma percepibile estremamente affascinante, che cattura più del visibile ed immediato. Il tuo blog di cinema resta assolutamente un diamante che brilla di luce propria, nonostante tu non lo stia più gestendo, e questo tuo ricercare le fonti e andare a prendere i libri oppure i dvd o i vhs è commovente perché ne percepisco l’impegno, la cura e la passione infinite. Affinità elettiva, direbbe Goethe 🙂
        Ti abbraccio LuxOr

      • LuxOr ha detto:

        Questo commento è splendido, mi inebria, mi dona energia, perché sai navigare nel profondo delle cose, sai attraversare i labirinti della conoscenza senza perderti. Non vedo l’ora di leggere il tuo post sull’Alchimia e sono onorato di avere (forse, almeno in parte) partecipato alla discussione che ci ha portato al progetto di un tuo post sull’Alchimia. Tutto è nato dal commento di Marzia, anche lei un animo sensibile che ama l’arte, e dalla tua risposta sull’Alchimia. Ovviamente concordo in pieno su tutto quello che hai appena scritto. Un abbraccio 😊

      • amarantamorgante ha detto:

        Anche io mi sento inebriata e mi inebria sapere che il commento ti inebria 🙂 ci lavoro prestissimo al post sull’Alchimia, colgo la scia dell’ispirazione da te scaturitami…anche tu cmq sai scavare nel profondo delle cose LuxOr non sminuirti mai, hai valore intrinseco molto spiccato 🙂
        Ti abbraccio anche io e grazie

      • LuxOr ha detto:

        Questo inebrarmi di sapere che sei inebriata mi ricorda il libro di Laing “Nodi” (quasi quasi me lo rileggo, è molto bello). Non vedo l’ora di leggere il tuo post sull’Alchimia, ho tanto da imparare 🙂 Un caro saluto. Grazie a te.

      • amarantamorgante ha detto:

        E io questo libro “Nodi” non lo conosco ma mi ispira parecchio e missà che me lo leggo pure io! Grazie LuxOr 🙂 abbiamo tutti tanto da imparare, ed è bello così, perché ci tiene vivi ed è una sete che non si estingue e non smette di meravigliare…ci lavoro oggi stesso al post e a breve lo potrai leggere 🙂 Un bacio

      • LuxOr ha detto:

        Un esempio di uno dei tanti paradigmi di rapporti intrapsichici e interpersonali di “Nodi” (che nella mia libreria tengo nel “reparto” Poesie, anche se non è un libro di poesie):

        Giovanni non sa di saperlo
        e non sa
        che Maria non lo sa.

        Maria non sa di non saperlo,
        e non sa
        che Giovanni non sa di saperlo
        e che non sa che Maria non lo sa
        Non hanno problemi.

        Certo, sono d’accordo. Abbiamo tanto da imparare. Ci tiene vivi, sì. Aspetto il tuo post 🙂

      • amarantamorgante ha detto:

        Magnifico! Ho fatto nel frattempo una veloce ricerca su Laing e ho pure trovato a questo proposito un blog di WP che parla proprio di questo libro e ne cita alcune poesie…ne sono attratta, credo che me lo procurerò…come vedi anche io ho tanto da imparare ecco perché la condivisione è bella e foriera di ricchezza interiore e condividere con spiriti affini riempie il cuore, sempre 🙂

      • LuxOr ha detto:

        Benissimo! Sono molto contento. Quindi hai già letto altri “Paradigni intrapsichici”. Possiedo la prima edizione del libro nella collana Nuovo Politecnico di Einaudi e risale al 1974 (l’edizione originale “Knots” è del 1970). Lo pagai 1.200 lire. Sono ritornato ai tempi dell’Università. Anche questa un’emozione. E lo devo a questo scambio di commenti. Grazie 😊 Sono d’accordo, la condivisione è foriera di ricchezza interiore 😊

      • amarantamorgante ha detto:

        Magnificamente magnifico!! 1200 lire…è emozione anche per me questo scambio di luminosità e di bellezza, mi sento arricchita e infinitamente grata…il tuo nome stesso porta in sé la Luce e infatti è questo ciò che tu fai ed è davvero meraviglioso. Sì ho letto proprio poco fa altri “paradigmi intrapsichici” e sinceramente li ho trovati geniali, come anche geniale e veritiera la teoria di Laing secondo cui la follia è la risposta sana ad una realtà malata, e che la schizofrenia stessa altro non è che la scissione tra due identità che non sempre coincidono, ossia tra l’identità che la famiglia e la società pretendono da noi, e l’identità che veramente ci appartiene, quindi la scissione tra una maschera pretesa e l’essenza, tra l’esterno e l’interno praticamente. Adoro la psicanalisi e le riflessioni in merito, per cui Laing, definito oltretutto l’antipsichiatra per eccellenza, credo proprio che lo studierò e approfondirò e per questo devo ringraziare te ❤ quando il sapere è fluido e luminoso può davvero portare lontano, è un viaggio e noi in fondo siamo viaggiatori 🙂 grazie di cuore LuxOr

      • LuxOr ha detto:

        Grazie a te per le interessanti e meravigliose riflessioni. Sì, Laing è stato uno psichiatra molto “particolare” ma anche intressante e comunque da tenere in considerazione. Possiedo un altro suo libro “L’io e gli altri” un saggio, come specifica anche il sottotitolo, sulla psicopatologia dei processi interattivi. Non possiedo purtroppo il suo testo più importante “L’io diviso” che tratta proprio dell’Io diviso dello schizofrenico. Grazie Amaranta. Buonanotte 😊

      • amarantamorgante ha detto:

        Tutto estremamente bello LuxOr 🙂 grazie a te e una serena notte e sogni d’oro

      • LuxOr ha detto:

        Buonanotte, cara Amaranta, sogni d’oro 😊

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