Fama crescit eundo

Se ne stava con i piedi nell’acqua camminando lentamente per non cadere sugli scogli resi viscidi dalle alghe. Eppure non aveva fatto un granché, limitandosi ad afferrare una bambina appena scivolata che avrebbe potuto almeno escoriarsi un piede, o un ginocchio, ma nient’altro. Infatti da dietro una madre apprensiva lo abbracciò dalla gioia, qualcuno scattò una foto e gli eventi presero il sopravvento: invitato a casa di un politico famoso, stringendo mani importanti, quasi impacciato nel cercare di spiegare nel barbaglio di flash che non aveva fatto proprio niente. Ma i giornalisti lo incalzavano. Sulla stampa le vite salvate aumentavano di giorno in giorno. Invitato a un talk show sperò di chiarire tutto, ma le parole fendevano l’aria colpendo duro: gli elogi e gli applausi aprivano nel suo cuore un pertugio di dolore. Le sue membra di pietra s’accasciavano la sera sul freddo materasso e rifiutavano di riposare, come un ribellarsi a una volontà incapace di delucidare o addirittura decisa a non spiegare, raccontare, mostrare la semplice bellezza della verità. Quel giorno s’era rifugiato nella calca della sicura spiaggia e, credendo di vedere il volto della guardia giurata che l’aveva rincorso nel reparto gastronomia, si era inoltrato sulla scogliera e s’era seduto tra i flutti e gli spruzzi delle onde infrante sulle rocce effusive e aveva cominciato a mordere e assaporare un pezzo di salame gustando il piacere di soddisfare le richieste sempre più allarmate del suo stomaco. Fregandosene soddisfatto e urlando il suo in culo a tutti, ruttando e sdraiandosi felice nell’acqua salata. Poi quel gesto istintivo e tutte le conseguenze che lo portarono a costituirsi rivelando i fatti a un appuntato in una caserma poco distante dalla spiaggia. Ma non venne arrestato e nulla trapelò, tanto chiunque avrebbe potuto rammentarsi di un anonimo eroe di carta, ma nessuno avrebbe fatto caso, nei giorni a venire, a un paria ricaduto nel vizio e finito a marcire in una prigione costruita con materiale scadente.

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14 risposte a Fama crescit eundo

  1. amarantamorgante ha detto:

    Il paradosso della notorietà fittizia, e dell’ostracizzazione da parte della società.
    Quasi una denuncia sociale, nel nome della verità.
    Molto interessante LuxOr 🙂 buon fine settimana

  2. Artamia ha detto:

    … Ciao, caro*Lucianoooooo)))) Buon Dicembre a TE*TU. Un abbraccio.
    .
    “…In questo periodo non riesco a scrivere…”
    .
    “…don’t write to the readers. Write to yourself, write to the Sky, to the Universe… write to your heart…” – Alan Watts –
    “… non scrivi ai lettori. Scrivi a te stesso, scrivi al Cielo, all’Universo … scrivi al tuo cuore …”
    §

  3. marzia ha detto:

    Un dono per te che mi sei caro

  4. silviadeangelis40d ha detto:

    A volte, gli episodi della vita, paiono prendere il sopravvento su di noi, senza che si possa far niente per fermarli in qualche modo.
    Un brano scritto in modo spontaneo, che ho molto apprezzato per la sua originalità.
    Buona domenica, Luciano, e un caro saluto,silvia

  5. Sarino ha detto:

    a scrivere di vita non esiste tempo e nemmeno luogo
    ogni esperienza è integra all’istante per essere momento in ogni verso anche dopo la distanza,
    a scrivere si resta tali per suffragare quel moto interiore che ci fa vivere degni e in sempre in meta,
    una dimensione senza latitudini che alla fine è un luogo della mente, un punto in cui incontrare noi stessi, a nadir come allo zenit
    ciao

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