Perduta

Rimase poco chiaro sempre o quasi
il ruolo a lei donato a caso o forse
di donna sporca o dolce o vera o fosse
preda persa a caccia d’uomo in stasi

ma posso posso tra gesti e frasi
urlare piano rabbie e ansie perse
nei pianti e nei sogni di carni morse?
Posso cazzo dirlo! E basta esser savi!

Avete rotto! Stop! Finite di giocare
La vidi una sera sola in estate
sul ponte, sulla pietra. Abbandonata
tra fiati di gelsomino e sperma

Le chiesi chi fosse per parlare
una ragazza senza carni alate
solo una ragazza vituperata
con una lacrima sicura e ferma

ma un sorriso di quelli immensi
non chiese soldi né offrì il suo corpo
mi donò una carezza, forse di troppo?
Di quelle che aprono il cuore e tutti i sensi

Poi entrò in una bruna Carrera
che sfrecciò veloce in primavera
vidi a distanza un’ombra di pupazzo
mi guardò, piangeva, era il suo ragazzo

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31 risposte a Perduta

  1. Daniela ha detto:

    un’altro tuo splendido cortometraggio poetico in cui tutti sono protagonisti, anche l’aria tiepida della sera estiva

  2. silviadeangelis40d ha detto:

    Emozioni speciali del profondo, delineate con estrema sensibilità, in spontanei e di magnifica lettura.
    Sempre bello leggerti, Luciano, felice sera,silvia

  3. amarantamorgante ha detto:

    Ah…il senso della perdita, che fugge via, che ci sfugge dalle mani come fosse sabbia all’incedere del levante…e questa musica che tu hai scelto per accompagnare la tua lirica ne delinea ancora di più i tratti… “una ragazza senza carni alate”…in un unico verso il senso di una prigionia sofferta…è molto bella LuxOr

    • LuxOr ha detto:

      Grazie Amaranta, sì, speravo di sintetizzare tutta la sofferenza portata con dignità da una ragazza di molti anni fa, apparsa in una dolce serata primaverile. Sono felice che tu abbia apprezzato la poesia e in particolare il verso che nelle mie intenzioni vorrebbe essere il fulcro dell’intera lirica. La musica “richiama” in parte la storia della ragazza e inoltre mi è piaciuta proprio la rappresentazione dell’Ouverture con l’orologio gigante. Grazie 😊

      • amarantamorgante ha detto:

        L’orologio gigante bellissimo, è piaciuto anche a me, molto 🙂 l’ho apprezzata tanto e anche il punto in cui perdi il controllo e te ne freghi dicendo anche parole forti che quasi danno un contrasto con la profondità di quel verso ad esempio, che io ritengo bellissimo nella sua semplicità, bello e incisivo 🙂 MI è piaciuta tanto inoltre abbatte ipocrisie dei giorni nostri, e questo tuo tentativo di abbattere l’ipocrisia l’ho rilevata anche altre volte ed è mlt bella e vera

      • LuxOr ha detto:

        Grazie, carissima, grazie 😊. In effetti sono sempre preoccupato quando utilizzo parole forti. A volte provo a sostituirle ma spesso vedo che non ottengo lo stesso effetto, allora il più delle volte rinuncio a pubblicare la poesia. Stavolta mi sono fatto coraggio. 😊

      • amarantamorgante ha detto:

        Non devi rinunciare a pubblicarle, a volte ci sta, soprattutto se sono parole che servono a smuovere qualcosa nel lettore, quindi ben venga, sii coraggioso i lettori lo apprezzeranno 🙂

      • LuxOr ha detto:

        Certo, con il passare del tempo e grazie al vostro sostegno riesco a “mostrare” poesie che anni fa avrei tenute nel cassetto. Grazie 😊

      • amarantamorgante ha detto:

        Siamo noi a ringraziare te LuxOr 🙂 Grazie

      • LuxOr ha detto:

        Un abbraccio. Grazie 😊

      • amarantamorgante ha detto:

        Un abbraccio anche a te e buonanotte 🙂

      • LuxOr ha detto:

        Buonanotte 😊 Come al solito devo uscire 😄

      • amarantamorgante ha detto:

        Ahahahah si si l’ho intuito 🙂 buona passeggiata e serena notte LuxOr, un abbraccio

  4. tachimio ha detto:

    Che tristezza caro questo essere prigioniera senza via di scampo. Tu le hai donato la tua sensibilità,un bel regalo per chi del pianto si nutre. Mi hai commossa. Bravo. Grazie con tutto il cuore. La chiusa amara è bellissima. Bacio. Isabella

  5. lilasmile ha detto:

    Mi unisco al coro delle tue fan, davvero bellissima. 🙂

  6. etoile31 ha detto:

    Et encore cette expression de la “douleur”……, de l’Être “Autre”, lointain, disjoint…., à l’écart…
    Où l’on pressent le u, le désir, l’aspiration à l’Union, à l’Unité de l’Être, dans, par et en l’Amour…., pour que agisse l’alchimie des ingrédients épars et séparés…

    • LuxOr ha detto:

      Sì, perfetto. Mi piace questo tuo procedere, una vera e propria esegesi, uno scavare nel profondo del testo. Infatti c’è come una separazione, una divisione, frammentazione che aspira a comporre le parti nell’insieme di un momento vissuto, nell’insieme di una disperazione universale qui alimentata da un episodio di pochi minuti. Infinitamente grazie.

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