In mi bemolle maggiore

M’addentro in labirinti abbandonati
ai margini di corpi ancora fieri
di qua niente di buono da vedere
là nei fasti del bene la bellezza
emerge intatta pura come altero
sorriso che tramonta nei colori
e non senti nel là altro che non sia
il fiato della norma che inviluppa
e alimenta ragioni e ordina gioie

Ho vissuto nel magma di armonie
stese nei rosa nei verdi pastello
nei chiari venduti senza il dolore
nella carne fragrante e levigata
in dimensioni nette di pallori
di denti in specchi di florida cute
senza voltarmi sul fianco dell’ombra

Quindi un gesto un dolore infermità
una diagnosi con frasi diverse
parole scritte su carne mutevole
incrementi di informi anse plutoniche
E il versante del bianco esce di fuoco
impallidisce diffuso distante
fugge in altre lucentezze di pelle

Qui adesso freme confusa una notte
in un notturno di Chopin si fonde
l’opera nove due in mi bemolle
bemolle maggiore sento e non posso
nella notte percorsa dai fantasmi
cari dolci solitari negletti
sempre non posso fare altro che piangere

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14 risposte a In mi bemolle maggiore

  1. LuxOr ha detto:

    Ho preso l’abitudine di pubblicare video. Non fateci caso. Grazie.

  2. Versi meravigliosi e musica ..👏👏👏😉😘❤🍁🍂🍂

  3. silviadeangelis40d ha detto:

    Una musica speciale, che nei suoi toni, lascia ripercorrere attimi di vita complessi, emozionando
    il profondo in una situazione di solitario buio…
    Versi molto apprezzati.
    Buona serata e un caro saluto, Luciano,silvia

  4. Ho vissuto nel magma di armonie
    stese nei rosa nei verdi pastello
    nei chiari venduti senza il dolore
    nella carne fragrante e levigata
    in dimensioni nette di pallori
    di denti in specchi di florida cute
    senza voltarmi sul fianco dell’ombra” credo tu abbia capito che non ci sia una demarcazione tra il bene e il male, tra la gioia ed il dolore ;la vita è fatta di tante sfumature. Se ora vivi un dolore, non porgere il fianco all’ombra, Bellissimo testo e lo porto da me.

  5. Lady Nadia ha detto:

    Caspita! Tu, Iannozzi e Franz componete davvero un universo sinfonico di poesia. Sono rimasta assente per un po’, ti trovo ancora più intenso e ancora più forte. Complimenti.

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