Alzheimer

Solo in un limbo di folla festante
oltre i ricordi di genti sfocate
quando cercavi per strada smarrito
cose da niente nel caos mentale

Schiere di ignoti davanti allo sguardo
Nel tuo passato concluso nell’Ade
danza il tuo mondo distante nel tempo

Sorti a scovarlo ti supplico cerca
è solo in volo in un limbo di morte
morto vivente con sguardo allibito

Solco veloce la ruvida piazza
fiato dolente sin dentro quegli occhi
spinti nel vuoto d’un bieco orizzonte
colti a nuotare in un mare d’orrore

Seguimi babbo. Lui muove lo sguardo
come uno zombie di notte: chi sei?
Sono tuo figlio ti porto da lei

Sogno una sera di sole al tramonto
eri sicuro alla guida e ridevi
l’ocra di luce sul volto deciso
giorni d’amore e momenti sereni

Posso serbarli per poco con me?

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36 risposte a Alzheimer

  1. silviadeangelis40d ha detto:

    Il dolore degli ultimi anni di vita del proprio genitore, coinvolto in una malattia della memoria, è quanto si vorrebbe dimenticare, focalizzando il proprio ricordo solo sui momenti allegri e di grande spensieratezza vissuti col padre..
    Versi intensi, e raffinati, molto apprezzati.
    Buona serata, Luciano,silvia

  2. Quando la malattia arriva a qualcuno nella tua famiglia, l’unica cosa che salva tutto è l’amore😉👏👏😘❤🌸

  3. Martina Roy ha detto:

    This is very really unique helpful information. keep it up. Thank you so much!

  4. Daniela ha detto:

    le fotografie ingiallite son sempre le più care anche se non sono mai state stampate.
    un abbraccio

  5. Artamia ha detto:

    … Ciao, caro*Luciano… Sento e capisco il tuo dolore e la tua frustrazione di non poter aiutare … e migliorare la salute di tuo Padre… Ti sono vicina con tutto il mio cuore…
    Un abbraccio
    .
    https://www.youmovies.it/2019/06/23/loretta-goggi-contro-alzheimer-film/
    https://www.direttanews.it/2019/08/17/sogni-film-dedicato-alzheimer/
    … I feel & understand your pain & frustration of not being able to help … and to improve the health of your Father… With all my heart – I am close to you…
    .

    • LuxOr ha detto:

      Grazie, Raia. Sei molto cara. E’ accaduto purtroppo molti anni fa. Mio padre si ammalò a soli cinquant’anni e morì dopo quattordici anni di sofferenze. Grazie per il link. Adesso c’è più consapevolezza ma a quei tempi le famiglie non venivano aiutate. Un abbraccio.

      • Artamia ha detto:

        … la nostra ferita … il nostro dolore di perdere i genitori non guarisce mai…
        Ciao, caro*Luciano: buona giornata & Felice LUNA piena ((((( o )))))* 14.09.2019.
        Un abbraccio.
        .
        Toto Cutugno – Le Mamme

        … our wound … our pain of losing parents never heals …

      • LuxOr ha detto:

        Certo. il dolore non passa mai e la ferita continua a sanguinare. Buona giornata, carissima Raia. Felice Luna piena anche a te 🙂

  6. Lucia Lorenzon ha detto:

    Molto bella, molto triste. Leggo nei commenti che papà si ammalò a 50 anni, un Alzheimer precoce, ancor più tremendo credo. Ho una amica che ha il marito 47enne malato da qualche anno. Non ha alcun valido aiuto. Il mondo sembra considerare questa malattia solo se colpisce gli anziani. Ma come gestisci un 47enne con due figli bambini che non può più nemmeno lavorare, che giorno dopo giorno se ne va mentalmente?
    Restano i ricordi. Almeno quelli. I ricordi di chi è stato colui che abbiamo amato. Ma che dura sorte, per loro è per chi gli è accanto.
    Grazie per questo scritto.
    Buona giornata

    • LuxOr ha detto:

      Grazie a te per il profondo commento e la comprensione. Sì, quando la malattia colpisce quando uno è giovane, oltre al dramma di vedere un proprio caro che si spegne giorno dopo giorno, subentrano anche problemi economici e spesso la vita della famiglia viene sconvolta. Non so oggi (da quanto scrivi non è cambiato niente), ma negli anni ottanta la famiglia del malato era abbandonata a sé stessa, senza aiuti e conforto. Mia madre gli fece da infermiera fino all’ultimo giorno e dovette licenziarsi per seguirlo. Grazie ancora. Un caro saluto.

      • Lucia Lorenzon ha detto:

        Poco é cambiato purtroppo, molto poco, senza il supporto dei suoi due genitori, ancor abbastanza giovani, supporto economico e pratico, la mia amica sarebbe davvero in una situazione drammatica. La speranza era poter entrare in un gruppo di cura sperimentale innovativa, cui non ha potuto accedere perché, aggiungendo al danno la beffa, potevano accedervi solo persone dai 50 anni in su e lui ne ha 47.Una disperazione quotidiana. Ci vuole una forza disumana, immagino anche per tua madre sia stato così. Un saluto a te.

      • LuxOr ha detto:

        Sì, mia madre si è consumata giorno dopo giorno, mostrandomi quanto amore potesse contenere il suo cuore. Morto mio padre ha dovuto lottare dieci anni contro una malattia del sistema immunitario e si è spenta improvvisamente in ospedale dopo dieci giorni di terapia intensiva in una fredda domenica mattina. A presto.

      • LuxOr ha detto:

        C’è a chi capita di peggio, purtroppo. Grazie. 🙂

  7. tachimio ha detto:

    Leggere questi tuoi versi così accorati che denotano quanto amore ti legava a lui, mi ha fatto venire una stretta al cuore. E leggere nei commenti successivi anche di tua madre, ancor di più. Una chiusa splendida caro Luciano, di una tenerezza infinita. Che altro fare se non abbracciarti forte? Isabella PS Guarda che coincidenza, ho scritto anch’io una poesia dedicata ad una nonna
    che conosco ammalatasi abbastanza giovane ancora.

    • LuxOr ha detto:

      Mi dispiace per tua nonna. Un forte abbraccio, carissima Isabella. Sei molto cara. Buonanotte.
      (se mi mandi un link o altre informazioni la leggerei volentieri)

      • tachimio ha detto:

        Strano
        come tutto
        sia cambiato
        in poco tempo.
        Sorridevi sempre,
        come fai anche ora.
        Ma non è
        la stessa cosa.
        Oggi
        il tuo sorriso è
        misto ad un lamento,
        che aumenta d’ intensità
        quando i tuoi occhi
        ci guardano,
        senza più nulla
        riconoscere.
        Forse avverti qualcosa
        ancora,
        chissà,
        le nostre voci,
        una carezza fatta
        sul tuo volto
        ancora bello.
        Ma come
        sei persa
        nel tuo mondo ormai,
        fatto di nebbia sottile,
        impenetrabile.
        Come vorrei
        che mi parlassi
        ancora,
        dandomi saggi consigli.
        Ma più non sai
        articolar parole
        che sentir si possano
        chiare.
        Come sei lontana,
        così disperatamente
        irraggiungibile.

        Isabella Scotti 2018
        testo : copyright legge 22 aprile 1941 n° 633

        Dedicata a tutti coloro che con l’alzheimer si allontanano per sempre dai propri cari pur rimanendo presenti fisicamente. Un volo il loro, che li trasporta su altre sponde, sconosciute a chi triste, li guarda ” volare ” senza nulla poter fare.

        La pubblicherò sul mio blog prima o poi. Comunque non è mia nonna di cui parlo ma la nonna di una persona cara che ora è molto peggiorata. Sono tanti anni che è malata. E ora è arrivata anche ad avere una certa età. Ed è appena uscita da una brutta polmonite. Si vedrà. Un caro abbraccio Luciano.

      • LuxOr ha detto:

        Scusami, avevo frainteso. Mi dispiace che sia peggiorata. Sì, l’Alzheimer indebolisce anche il sistema immunitario e i malati sono soggetti anche a gravi infezioni come purtroppo capitava a mio padre, che negli ultimi mesi era soggetto anche ad attacchi epilettici. Un vero calvario. La poesia è bellissima “Come sei lontana, così disperatamente irraggiungibile”. La tua poesia mi emoziona molto perché stupenda e perché mi riporta in quei giorni terribili, come a quelli terribili (più recenti) di quando la stessa sorte capitò a mia suocera. Un caro saluto, Isabella.

      • tachimio ha detto:

        Non c’è nulla di cui tu ti debba scusare. E mi dispiace che tu abbia dovuto vivere tanto dolore. Questa malattia isola le persone, e quando tocca coloro ai quali siamo legati dall’affetto più grande , è devastante la sofferenza che si vive senza più poterli raggiungere. Ti abbraccio forte caro amico . Isabella PS Grazie per aver apprezzato i miei miseri versi che dopo averli scritti furono apprezzati , commossa, anche da quella persona cara che ha la nonna malata. Ciao

      • LuxOr ha detto:

        Sono versi bellissimi, non miseri. Potrei raccontare (o scrivere tante storie) sul rapporto con mio padre, dalla contestazione (tipica dei quattordicenni) all’ammirazione (perché ha vissuto una vita dinamica e rischiosa a differenza del sottoscritto) fino all’amarezza (di vederlo svanire lentamente giorno dopo giorno). Situazioni che purtroppo capitano a tante persone Grazie, un caro saluto.

      • tachimio ha detto:

        E’ la vita che dona tanto e tanto toglie. Dobbiamo solo essere forti e guardare oltre sempre, continuando ad amare, perché più si ama più si è forti. Grazie a te , per queste tue confidenze di vita difficile fatta di dolore ma alla cui base c’è sempre tenero amore. Ciò ti rende onore. Davvero grazie con tutto il cuore. Isabella

      • LuxOr ha detto:

        Sei gentilissima. Grazie a te, con tutto il cuore. Sei molto cara. Grazie.

      • tachimio ha detto:

        Ti voglio bene.

      • LuxOr ha detto:

        Ricambio sentitamente. 😊

      • tachimio ha detto:

        Dolce sera a te

      • LuxOr ha detto:

        Buona serata, un caro saluto.

  8. tachimio ha detto:

    Ovviamente di Alzheimer anche lei

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