Nuvole bianche

perdereste memorie di vecchie caselle
costrette a comprendere forme mirate
non so quelle forme che perdono vita
quei segni che tolgono forze pendenti
collane persino da vivere
falsi monili cercati negli anni perduti
in un angolo dove l’amore non è
non arriva si forma per altri motivi
suppongo si tratti di effimeri aspetti
che vagano incerti se vivere oppure morire
purtroppo non trovo quel punto infinito
la leva che libera il vento i pensieri
cedevoli chiusi nel magma del tempo

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47 risposte a Nuvole bianche

  1. LuxOr ha detto:

    Alcuni giorni fa, spossato dall’effetto dell’antidolorifico ho composto nella massima stanchezza fisica, titubanza, indolenza, lungo la soglia tra la veglia e il sonno, esausto, una poesia con in testa la bellissima composizione di Ludovico Einaudi, Nuvole bianche (qui nella versione della splendida arpista Lavinia Meijer). Non so, la melodia, assillante nella mia mente, mi ha affaticato di più e ho impiegato molti minuti a leggere la poesia appena completata. Ho provato nello scriverla a rendere l’idea della fatica, della stanchezza fisica e mentale, della voglia di dormire per cancellare il dolore, per cancellare lo stress, la debolezza. Non so con quali risultati. La poesia andrebbe letta con negligenza, con apatia, come una cosa che facciamo controvoglia, perché stanchi, stremati. Ehm… ovviamente tutto questo alberga nella mia mente. Ognuno la legga come gli pare. Scusate per questa sorta di commento introduzione.

  2. Adoro la musica suonata con l’arpa .. Spero che tu stia già meglio del tuo problema di salute😉😘❤🌸

  3. Daniela ha detto:

    una musica dolce ma incalzante con istanti di silenzio e poi le riprese, come la vita, in cui tutto scorre via veloce, di cui riusciamo a fermare nella mente davvero pochi nitidi attimi, che dall’ oggi diventano già passato…

  4. Franz ha detto:

    ecco cosa vuol dire “galleggiare ai bordi dell’infinito” …tu lo hai fatto scrivendo questa cosa…nell’ascolto di una meraviglia… precaria quanto dolorosa è la bellezza del sentire

  5. Maria Di Lanno ha detto:

    Adoro molte musiche di Einaudi e anche la versione con l’arpa è magica! Non avevo letto la tua poesia con stanchezza, sta di fatto che sembra andare d’accordo con la melodia

  6. silviadeangelis40d ha detto:

    Una dimensione di infinito nella quale confondersi, e perdere quasi completamente, la traiettoria della realtà assillante che sembra sfibrare l’anima con sua insistenza. Momenti di vuoto, nei quali far riemergere istanti d’ebbrezza, catturandone l’essenza per sopravvivere all’afflizione imperante…
    Versi molto apprezzati, serena e ottima sera per te, Luciano,silvia

  7. le hérisson ha detto:

    Trovo lo contenga tutto il ritmo indolente.
    L’ho riletta con la musica in sottofondo: segue perfettamente ogni pausa.

  8. Sarino ha detto:

    eccolo il tempo che ritorna, la leva di una lancetta che inesorabile scorre, tra le parole, i pensieri, la vita. La ricerca dell’infinito tra le mani di un’arpa che leggera sfoglia agli occhi lo sguardo, immedesimandosi in un volo che al ritmo delle note si alza senza tempo.
    Una poesia che mi è piaciuta molto

  9. tachimio ha detto:

    Per te con tanto affetto

    APATIA

    Sono giorni
    che ti osservo.
    Senza luce
    sono
    i tuoi occhi.
    Più non dipingi.
    Più non ascolti
    Mozart e Chopin,
    i tuoi preferiti.
    Sai,
    ” muore lentamente
    chi evita una passione ”.
    Tu,
    in questo momento,
    sembri non averne
    più una,
    quasi ogni sorta
    d’interesse
    fosse sopito
    o peggio,
    dimenticato.
    Chissà perché.
    Sembri un altro.
    Non ti riconosco.
    Ti muovi
    con passo lento,
    sei lontano.
    Sembri aver perduto
    quel guizzo,
    quel tuo mettere
    tutto te stesso
    nel cercare
    d’arrivare
    dove avevi deciso.
    Non mi piaci
    così apatico,
    distaccato,
    come se tutto
    ti scivolasse addosso.
    Non ti spegnere
    come tremula
    fiammella di candela.
    Credi ancora,
    lotta, vivi.
    Guardami ,
    io sono qui,
    vicina a te,
    sempre.

    Isabella Scotti giugno 2017
    testo : copyright 22 aprile 1941 n° 633
    incipit in neretto ” muore lentamente chi evita una passione ” è ripreso dalla poesia ” Ode alla vita” di Martha Medeiros

  10. etoile31 ha detto:

    Certainement enfermé aussi dans les Espaces du Corps….

  11. LuxOr ha detto:

    Certo. Rinchiuso anche negli spazi del corpo. Il tuo commento è una poesia. Grazie.

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