Prima

Tra mancate chance di confuse serate
Tra danze in arene intermittenti
di musiche demodé in baleni specchiati
E nei caffè assaporando arabica
per centocinquanta lire

Nei sedimenti di giorni estivi
a bighellonare nell’afa di fusi bitumi
O nelle soffitte tra feste tediate
in deficit di fonti d’amore
dove misere lolite tristi
seguono fuggiasche Aretusa

Passeggiando sui tetti
tra Old Fashioned in vena
e volere gettarsi nel vuoto
per assaporare col bourbon
l’orrore del nulla

Annodavo la mia vita nelle baldorie
tra vespasiani e latrine
E nei night tra i velluti di gambe dorate
urlando nell’Omega
di una gioia denudata

Nel vomito di drink su gelido basalto
affranto davanti al portone
un vampiro in cerca di sangue
dal fetido fiato di guasto vino
tornava salendo scale infinite

Fino all’alba e nei giorni e negli anni
rincasava senza sapere
cosa fosse Amore
prima di incontrare te

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16 risposte a Prima

  1. Franz ha detto:

    Hai questa virulenza “urbana” che evoca la forza autodistruttiva della Beat
    generation…un corpo che s’assaggia estremo convinto d’essere giunto ai bordi del suo viaggio che scopre, invece, d’esserne solo all’inizio…mi è piaciuta moltissimo

  2. silviadeangelis40d ha detto:

    Movimentati tempi giovanili in cui si corre, senza meta, appresso a una vita turbolenta,
    finchè non si incontra una persona che vale, in grado di cambiare l’andamento dei giorni…
    Versi molto apprezzati, buona giornata, luxor, silvia

  3. Daniela ha detto:

    tempi che ora non si comprendono più anche se ne siamo stati protagonisti,gli eccessi le trasgressioni il desiderio di non dormire mai poichè pareva una perdita di tempo prezioso ( ma prima o poi si crollava…) un pensiero tenero a questi periodi ormai eclissati che hanno lasciato il posto a una realtà meno appariscente e più concreta

  4. erospea ha detto:

    non so perché, ma ci ho visto balere
    le notti confuse e coinvolte
    poi la pace del primo sole

    • LuxOr ha detto:

      Sì, la gioventù, la mia gioventù e tutte le follie connesse. Poi quel meraviglioso, indicibile, incredibile incontro. L’aurora, il miraggio. Ero estasiato e iniziò un’altra vita. Sì, c’erano discoteche, night, viaggi, notti insonni e giacigli improvvisati (anche sulla spiaggia o sulla panchina di una stazione). Oggi, ammetto, ricordo quei momenti con un po’ di nostalgia.

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