Lansetina

Lembi di tempo distante già persi
corrispondenze e appunti stropicciati
resti di lerci oggetti o calcinati
fogli di miseri miei versi emersi

frasi d’amore ed i miei sensi aspersi
di sangue leggono dei tempi obliati
“Lansetina”, nei giorni più amati,
di Zampoli e Brogi: come riaversi

Scritto da mio padre ancora ragazzo
in quell’anno amaro quarantanove
“…mia adorata ti ò sempre amato

dal più profondo…” – Uscito sul terrazzo
affranto, quel foglio il pianto mi muove
e frigno come un bimbo castigato

 

cartolina-lansetina

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28 risposte a Lansetina

  1. erospea ha detto:

    toccante; e visibile con commozione il bimbo castigato dal passaggio del tempo che torna a lembi dove l’odore dei padri, delle madri, è pregno nel rimembrare

    • LuxOr ha detto:

      Nel rimettere a posto un semplice cassetto della scrivania che non aprivo da anni…ecco questo foglietto, un foglietto di pubblicità con alcune frasi scritte quasi settanta anni fa… e ho provato un forte senso di smarrimento… un capogiro… un tempo lontanissimo è riemerso e in un attimo ho rivissuto la mia infanzia fino all’età adulta e ho rivisto i sorrisi e la luce di immagini che avevo sepolto… troppo forte l’emozione e non ho resistito… troppo lacerante. Non è stato un ricordo ma (scimmiottando Proust) è stato come ritrovare un tempo ed esserne assorbito. Tutto questo, come vedi, per un “banale” foglietto dimenticato che non ho mai avuto il coraggio di buttare. Buonanotte, cara Dora.

  2. silviadeangelis40d ha detto:

    Immagini sbiadite, che sanno commuovere a forza, per l’intensità d’affetti del passato che
    sempre si muovono in noi
    Versi molto apprezzati, buon inizio di settimana e un saluto,silvia

  3. Nico ha detto:

    Bello il ricordo che ha fatto riaffiorare quella bellezza che hai tramutato in versi, mi torna in mente Foscolo e il suo Jacopo, la sera porta il riposo dai patimenti del giorno, è questo il momento in cui il tempo da’ maggior spazio alla riflessione, il momento magico del creare…

    … e intanto fugge questo reo tempo, e van con lui le torme. Delle cure onde meco egli si strugge; e mentre io guardo la tua pace, dorme … io guardo la tua pace, dorme / quello spirto guerriero ch’entro mi rugge..

    Grazie Luxor per tanta “luce”..

    • LuxOr ha detto:

      Grazie a te per questa citazione. Alla sera di Foscolo è un sonetto impareggiabile e in effetti, in fondo, i miei umili e imparagonabili versi nascondono (spero) proprio il senso di un “reo tempo”… forse un tempo perduto e poi ritrovato per un solo attimo.. un tempo che non perdona. Solo mie scontate riflessioni, senza dubbio, ma mi piace pensare alla sera come a un rifugio dai patimenti del giorno…(e non sai quanto sia per me riparo). Il tuo commento mi ha stimolato ad esaminare il mio comportamento: il pianto per un foglietto, per la lettura di una frase scritta decenni fa, per la costatazione di avere fra le mani solo pochi miseri frammenti. Grazie ancora per avermi fatto ulteriormente ricordare, rielaborare, riflettere.

  4. Ф ha detto:

    Il sonetto in sè e le circostanze che ti hanno portato a scriverlo sono commoventi. Adoro gli endecasillabi, adoro i sonetti e con il tuo hai reso valido omaggio alla tradizione. Ho sempre sentito la misura metrica come un’ancora di salvezza. Una domanda, alla quale ovviamente puoi non rispondere. Mi chiedevo il perché di quell’amaro ’49. Ha ragioni personali? O storiche? In ogni caso, gran bel sonetto.

    • LuxOr ha detto:

      Grazie, Precaria, sei molto gentile. Anche per me la metrica è come un’ancora di salvezza, un rifugio sicuro dove abitare e pertanto luogo in cui bisogna rispettare, o quasi, certe regole. Ho citato il 1949 perché, insieme al foglietto della Lansetina ho ritrovato alcune cartoline di mio padre in tale data. Amaro perché ripenso a quegli anni con nostalgia, anche se non ero ancora nato, nostalgia ovviamente della mia infanzia perché quelle lettere, foglietti d’amore e cartoline indirizzate a mia madre portarono poi al matrimonio dei miei genitori. Grazie ancora, un caro saluto.

  5. Ф ha detto:

    Ah, dimenticavo. Il foglio manoscritto che hai ritrovato con lo slogan della Lansentina è già poesia: lavando sgrassa e tutto rende nuovo. Come accade ai ricordi nei tuoi versi.

    • LuxOr ha detto:

      Ah, sì, verissimo! In un primo momento ho notato il foglietto proprio per gli slogan pubblicitari. Le parole di mio padre e gli slogan insieme formano secondo me una sorta di collage “poetico”.

  6. lilasmile ha detto:

    Tutto così sensibilmente bello e profondo. Grazie… 🙂

  7. gelsobianco ha detto:

    Come mi tocca questa tua bella poesia, Luxor.
    “Uscito sul terrazzo
    affranto, quel foglio il pianto mi muove
    e frigno come un bimbo castigato”
    Apprezzo molto questi versi.
    Un foglietto (che tu non hai mai voluto buttare via) ti riporta a un tempo molto lontano e a rivivere la tua infanzia… Risenti gli odori anche della tua prima età. Sei immerso in tutto questo.
    E le parole d’amore di tuo padre per tua madre… come non commuoversi?
    Quel foglietto con la pubblicità della Lansentina e i sentimenti scritti di tuo padre sono poesia già.
    Grazie, Luxor.
    Io vedo un uomo e una donna abbracciati e il loro sorriso complice.
    🙂
    gb

    • LuxOr ha detto:

      Ritrovare quel foglietto è stato incredibile. Non lo ricordavo. Era in mezzo a carte inutili e stavo per buttarlo. Frasi d’amore all’interno di pubblicità: l’amore che attraversa il tempo e giunge fino a me, ancora intatto e puro. La tua “visione” è stupenda. Ti ringrazio con tutto il cuore, cara gb. 

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