La foglia

L’aria è serena ed io me ne sto placida
attendo impaziente un ronzar d’insetti
Nel fiume sottile una rana gracida
e il suono distante di umani oggetti

odo già, mormorii, e attendo impavida
o brezza o bava di vento o altri effetti
gorgogli d’acque, miasmi d’acqua torbida
clacson, squilli urla e altri umani difetti

Vibra la mia floscia membrana al vento
nella soave frescura dell’estate
Siamo molte a godere dell’evento

noi tutte insieme nella chioma a stento
sopportiamo il piacere e siamo grate
di stormire anche sotto il firmamento

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25 risposte a La foglia

  1. erospea ha detto:

    non avevo letto il titolo, ché lo scorrimento pagina fa le bizze, ma questo ha reso più interessante giungere a visualizzare la foglia (e le foglie) attraverso l’andamento dei versi, l’apparire del luogo e dei suoi abitanti
    Prendilo per buono come commento; giungere alle tue analisi non mi ci provo proprio; m’affido sempre alla mia prima impressione 🙂
    buondì e ben tornato con le tue scritture 🙂

    • LuxOr ha detto:

      In effetti lo scorrimento pagina che impedisce di leggere il titolo rende più emozionante la lettura. Mi hai dato un’idea .proverò a leggere poesie cercando di nascondere il titolo. La tua prima impressione vale più di mille analisi. Grazie Dora, in effetti sono rimasto indietro anche nella lettura. Buona giornata 🙂

  2. lilasmile ha detto:

    Si può dire magica magia? Mi sembra di udire il rumore delle foglie! 😉

  3. lilasmile ha detto:

    Attraverso i versi e le rime hai riprodotto il loro suono …

  4. Franz ha detto:

    Questo è un sonetto degno di ascriversi tra i più belli della nostra poesia…adoro questa forma metrica e tu la sai usare con maestria…noi “foglie caduche” ti siamo grate! 🙂

    • LuxOr ha detto:

      Oh Franz, mai commento mi fu più gradito perché detto da un poeta abile a scrivere versi in rima di grande qualità e profondo significato. Mi sento onorato. Pensa poi, il caso, questo sonetto lo scrissi in un giorno d’inverno nella mia vecchia casa, vicino a una finestra da cui non si vede un albero. Scritta quasi per caso nel periodo in cui mi dilettavo a comporre rime ironiche (hai già visto con Dipinto), meno ironica delle altre, quasi l’avevo dimenticata in mezzo a tante altre di poca importanza. Grazie di cuore, amico caro.

  5. silviadeangelis40d ha detto:

    Versi speciali, e di particolare originalità, in cui ti sei immedesimato nella vita di una
    creatura della natura, che ha rivelato delle sensazioni “quasi umane”….
    Buon inizio di settimana, luxor, e un saluto,silvia

  6. Daniela ha detto:

    ogni tanto provo anch’io ad immedesimarmi in una creatura diversa da quella umana e in questo tentativo di maggior conoscenza della natura a volte mi ritrovo a pensare che in fondo l’essere umano sia giustamente poco stimato per il suo comportamento verso le altre specie.Molto belli questi versi,un caro saluto.

    • LuxOr ha detto:

      Perfettamente d’accordo. Soffermarsi a osservare e sentire la natura e il mondo che mi circonda mi riempie di gioia e di ansia allo stesso tempo. Meraviglia di un mondo spesso ignorato o trascurato ma anche preoccupazione crescente che questo mondo possa improvvisamente svanire. Grazie per il commento. Cari saluti, Daniela

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