Le mie vocali

… e i vostri celebri natali
come forme e atti locutori
officiati inermi al cospetto
del tempo
Canto senza sosta i vostri
vacui capitali col fiato
flebile per arrotondare
in atti illocutori ambigua
pronuncia

Difforme “A”: valida aperta
come mari insondabili
acqua azzurra
che ondeggia al piede sorridente
sotto un cielo azzurro
al cospetto di un mare verticale

“E”: nel vago verde tra l’erba
più fresca nell’edera fredda
nell’erica carezzata
nei tramonti delle Highlands

“I”: insonne colore che squarcia
notti in soqquadri di riflessi
di lumi iridescenti
Irraggiare tutt’intorno
di indici di bellezza

“O”: di rimando ombre tentacolari
che giungono dall’Ovunque
come dono di riposo
per cullare sonni

“U”: urgenze impellenti
di mondi uranici
L’irradiare della sorte
come sola vocazione umana
Corpi unti da dolori incolmabili
L’urlo di Munch
… vocali, io dirò un giorno i vostri ascosi nascimenti…

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9 risposte a Le mie vocali

  1. LuxOr ha detto:

    Questo è solo un divertissement, un gioco. Una citazione Rimbaldiana senza pretese. Niente in confronto all’immensità della poesia originale che cito di seguito:
    (P.S. “Il mare verticale” è un romanzo di Giorgio Saviane)

    A nera, E bianca, I rossa, U verde, O blu: vocali,
    io dirò un giorno i vostri ascosi nascimenti:
    A, nero vello al corpo delle mosche lucenti
    che ronzano al di sopra dei crudeli fetori,

    golfi d’ombra; E, candori di vapori e di tende,
    lance di ghiaccio, bianchi re, brividi di umbelle;
    I, porpore, rigurgito di sangue, labbra belle
    Che ridono di collera, di ebbrezze penitenti;

    U, cicli, vibrazioni sacre dei mari verdi,
    quiete di bestie ai campi, e quiete di ampie rughe
    che l’alchimia imprime alle fronti studiose.

    O, la suprema Tromba piena di stridi strani,
    silenzi attraversati dagli Angeli e dai Mondi:
    – O, l’Omega, ed il raggio violetto dei Suoi Occhi!

    A noir, E blanc, I rouge, U vert, O bleu: voyelles,
    Je dirai quelque jour vos naissances latentes:
    A, noir corset velu des mouches éclatantes
    Qui bombinent autour des puanteurs cruelles,

    golfes d’ombre; E, candeurs des vapeurs et des tentes,
    lances des glaciers fiers, rois blancs, frissons d’ombelles;
    I, pourpres, sang craché, rire des lèvres belles
    dans la colère ou les ivresses pénitentes;

    U, cycles, vibrement divins des mers virides,
    paix des pâtis semés d’animaux, paix des rides
    que l’alchimie imprime aux grands fronts studieux;

    O, suprême Clairon plein des strideurs étranges,
    silences traversés des Mondes et des Anges:
    – O l’Oméga, rayon violet de Ses Yeux!

  2. erospea ha detto:

    la rileggerò domani con mente lucida per approfondire il congegno poetico
    notte

  3. lilasmile ha detto:

    Mi affascina il modo con cui hai compiuto questo gioco, anche se io per ignoranza alcuni termini non li conosco. Ma sono rimasta impressa dalle tue vocali. Non c’è una preferenza … e poi quell’urlo di Munch che resta dentro… del mare verticale mi piace quell’ Omega!
    Un sorriso. Lila

    • LuxOr ha detto:

      Sì, amo troppo la poesia di Rimbaud e troppo questa “Vocali”; pertanto l’ho scritta quasi vergognandomene, ma ho resistito perché era da troppo tempo che volevo omaggiare il giovane poeta maledetto. L’Omega in Rimbaud è appunto compimento senza inizio né fine, simbolo di mistero e perfezione, nella mia poesia-omaggio è soltanto oscurità e speranza di riposare e fare buoni sogni. La “U” è l’ultima e quella più abbandonata ai margini dell’Universo, rappresentazione simbolica della disperazione sconfinata e dell’angoscia che prende chi tenti di confrontarsi con il proprio dolore, lanciando nell’universo l’Urlo deformante (di volti, caratteri, strofe, armonie).
      Un caro saluto, LuxOr.

  4. erospea ha detto:

    t’ho riletto: posso sbagliarmi, ma s’avverte che ti sei ‘divertito’ (nel senso dello spaziare rispetto alla norma) mentre componevi questo giochino d’associazioni vocali/immagini/dipinti
    la prendo come una giostra: mi ci rifarò un altro giro di aeiou e viceversa
    La nota tragica… l’urlo… e L’Urlo.. in questo mi associo a Lila
    buon sabato, LuxOr

    • LuxOr ha detto:

      Solo un divertissement con Urlo finale (mi sono appunto rifatto al celebre dipinto di Munch) come conclusione, termine, un po’ appunto l’Omega di Rimbaud, ma un Omega in tono minore nel senso di urlo disperato perché non riusciamo a comprendere il mondo-universo che ci assiepa e che vediamo oggi più che mai troppo fluido e indeterminabile. Un urlo come simbolo della paura di solitudine. Grazie per aver definito la poesia come giostra. Non ci avevo pensato: “Giostra” sarebbe stato un ottimo titolo al componimento. Buon fine settimana e grazie ancora per il commento capace di farmi venire in testa nuove idee..

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