Natura morta

Sulla fratina sta un’ampolla vuota
nel riflesso d’un raggio iridescente
che fende le ombre della stanza immota
gelido vetro che non vale niente

niente senza la pelle vellutata
di pesca o di albicocca nutriente
e senza il brio del giallo di una quota
di limone, di colore irruente.

Sfumature di altri tempi compiuti
altri odori, aliti d’aglio, cipolle
mondate, lacrime per i battuti.

Nella fredda ombra incroci di piastrelle
perfezione di solidi, routine
di morti conviti, d’accidia imbelle.

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2 risposte a Natura morta

  1. silviadeangelis40d ha detto:

    Raffinate e originali immagini poetiche, in un dire che accentua figure di abulia
    nei respiri del quotidiano….
    Un saluto,silvia

    • LuxOr ha detto:

      Giustissimo. Ricordo vagamente (la poesia è di molti anni fa) la stanchezza provata quel giorno, la voglia di annichilirmi, di lasciarmi trascinare dal flusso delle cose, il desiderio di essere assorbito da quella frutta posata nel centro tavola. Grazie per il bellissimo commento. A presto.

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