La terra la terra la terra

Da quest’angolo uno spicchio di cielo
Da questa stanza uno spicchio di terra.
Le nubi oltre la cornice con zelo
fuggono svelte dallo sguardo che erra

tra luci ed ombre. Quasi per un pelo
lo sguardo cieco ha lasciato la guerra
dei sogni e dei ricordi. Ormai il gelo
scalderà i sogni, scioglierà la terra.

E se per nostalgia sul quaderno
segnerà qualche altro spicchio di mondo,
porzioni mortali d’inchiostro eterno

in questo secolo lungo un secondo,
scoprirà di non aver dell’inferno,
oggi, mai lasciato il limo profondo.

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8 risposte a La terra la terra la terra

  1. erospea ha detto:

    mi viene una curiosità: pubblichi negli ultimi tempi dei componimenti che sembrano insieme delle variazioni su un filo… non so se mi esprimo bene: una specie di ‘fuga’ musicale della memoria… Pensi di raccoglierli, o li hai già raccolti, insieme? Trovo sempre interessante osservare come altri da me organizzano quanto scrivono, come gestiscono il proprio ‘cantiere’… diciamo

  2. LuxOr ha detto:

    Alcune poesie fanno parte di alcune raccolte scritte tanti anni fa, mentre altre sono più recenti. Devo ammettere che sto usando il blog anche per rileggere componimenti dimenticati che mi hanno indotto a ricordare e provare vecchie emozioni anche se filtrate dalla patina del tempo. Ti confesso che negli anni le mie poesie (quelle più vecchie) si sono accatastate via via in poche raccolte. Ad esempio i sonetti “La terra la terra la terra” e “Sublime” sono stati scritti a distanza di un solo giorno l’uno dall’altro ben 15 anni fa. Per questo anche a me sembrano molto simili. Fanno parte di una raccolta dal titolo “Strofe gitane” che contiene altri sonetti e madrigali nonché canzoni e altre stanze varie in rima che obiettivamente (non le pubblico perché troppo specifiche e pertanto poco interessanti) sono molto distanti per stile e “contenuto” dai sopra menzionati sonetti. Il madrigale “Incubi” invece risale alla notte dei tempi e quasi mi vergogno a citare la data di composizione: fa parte di una raccolta molto copiosa intitolata “Rime” che contiene tantissimi sonetti, ma purtroppo secondo il mio punto di vista troppo acerbi e mal composti e pertanto non meritevoli di essere pubblicati. Altri sonetti e poesie “libere” sono più recenti. “Guardando l’amore che mi porgi” è preistorico e fa parte di una mia raccolta che ho scritto quando ancora avevo il latte sulle labbra. “Fotografia”, “Luna nera” , “Album”, “Esequie” sono state scritte pochi giorni fa. La più recente di tutte è “Ho perso il ricordo di te” scritta il 27 agosto 2015. Scusami per il commento-poema ma la tua curiosità è stata per me motivo di soddisfazione. Grazie.

  3. lilasmile ha detto:

    Vado indietro nel tempo e leggo questa meraviglia. Mi sembra di leggere una parte di te smarrita per i segni del tempo, per gli eventi che la vita ci porta. Molto bella!

  4. Daniela ha detto:

    ti leggo a passo di gambero e scopro questa gemma poetica. “ormai il gelo scalderà i sogni…” uno splendido ossimoro che sottolinea una rassegnazione. Sempre piacevole leggerti Luciano. Mi permetto di rebloggarla certa di farti cosa gradita. Un abbraccio e un grazie rinnovato
    Daniela

  5. Daniela ha detto:

    L’ha ribloggato su Il Canto delle Musee ha commentato:
    una poesia dell’amico Luxor che mi era sfuggita quattro anni fa; avrebbe potuto essere il mio preciso stato d’animo di qualche tempo fa, per questo la sento a me molto vicina.

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