Luna nera

In colorate notti stupende cartomanti
dispongono futuri di dubbie evoluzioni
Se non fosse che il peso di bellissime carte,
arcani con sciabole, bastoni carri e coppe,
potrebbe conquistare anime ormai smarritesi
nel gioco vano e perso di credere al destino,
potrei pescare un asso: prendo invece una luna:
un’assenza patita, corvina come tenebre
senza un’alba futura. Fredda nel firmamento
come materia immobile, nata solo per spegnersi
morente come corpo unico e perso nel mondo.

Mi affretto nella ressa del grande Luna Park
fuggo invano perdente tra i fuochi d’artificio
nell’aria della notte luccicante di sogni
Le stelle la arredano come in un quattro vani
tramontano con calma ben oltre l’orizzonte
Paure ed ossessioni in un vuoto incolmabile
Non può la luna nera correggere una storia
Non possono i tarocchi aprire molte vite
nei luoghi di lettura tra i sogni disparati
nei bar e nelle case non possono colmare
non possono salvare un’anima perduta

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4 risposte a Luna nera

  1. erospea ha detto:

    forse non c’entra direttamente con i tuoi versi (credo autobiografici), ma s’è accesa la memoria tra Ariosto (Orlando…) e Italo Calvino (Il castello dei destini incrociati)…

    • LuxOr ha detto:

      E’ vero. Senz’altro inconsciamente sono usciti dalla “penna” ricordi delle due letture che hai riportato. Infatti in una mia poesia cito Astolfo e per quanto riguarda Calvino… i suoi romanzi sono tra i miei preferiti (tra l’altro Calvino è membro dell’OuLiPo). Comunque nella poesia ho cercato di restituire una sensazione improvvisa di immagini passate: ricordo che i Luna Park mi spaventavano, non mi sentivo a mio agio; possiedo un mazzo di Tarocchi e molti anni fa avevo la fissazione di leggere le carte. I fuochi di artificio inoltre mi hanno sempre affascinato, riesco ancora a guardarli come fossero una cosa magica. Grazie per avermi riportato alla memoria due mie vecchie letture (sono anni che non leggo Calvino e figuriamoci Ariosto).

  2. silviadeangelis40d ha detto:

    Notevole suggestione in questi versi, carichi di espressività, nel loro particolare tema poetico
    Un caro saluto,silvia

    • LuxOr ha detto:

      Grazie Silvia. Ho cercato di dare un ritmo ai miei timori usando un surrogato di martelliano nella speranza di fondere desiderio di fuggire dalla folla e ricordo di quando da giovane frequentavo, trascinato da amici, i Luna Park. Ho tentato forse con troppe pretese.

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