Compratemi al mercato dei droni, immerso in una catalisi di adrenalina e residuo di minzione, corroso come le cose dimenticate ma che acquistano fascino quando nessuno le vuole più. Ma non sono un artista o un ricordo nostalgico, nemmeno uno stomaco imbalsamato in una teca per rammentare al vento che una volta digeriva. Sono un residuo bellico una bomba di speranze inesplose un pericolo per pragmatici e sguardi attaccati alla realtà del sole che gira intorno alla terra. Sono un giorno volato via e irrecuperabile, una cena con amici dispersi nel tempo, un’eco indistinta ma capace di fare del male. Sono una torcia appassita con luce che scurisce l’aria. Sono un uomo che si masturba davanti alla bellezza o s’indigna se poi questa si fa brutta. Sono residuo di cibo intossicato, vomito del tempo, sterco di un domani irrancidito. Sono un fardello che non pesa, un boia che sviene dopo l’esecuzione, un pene che non si gonfia. Sono il vento senza l’aria, la lacrima senza il liquido, il sangue senza il rosso. Sono la merda senza la sua puzza. Al mercato costo poco ma nessuno sopporta l’odore e passa oltre.
Acta est fabula, plaudite
maggio 5, 2011 di LuxOr
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